Le parole: i libri di Kitty Crowther

 kitty crowther illustrator

Il tratto di Kitty Crowther è spigoloso ed essenziale, ma ammorbidito dalle tinte stese a pastello o acquerellate. E così sono le sue storie: raccontano di paure, perdite, assenza, in modo anche diretto, ma con una delicatezza priva di retorica e una leggerezza sempre venata di speranza. Ne ho letti tre: Dentro di me, Grat Grat Cirp Splash e Io e niente. Kitty Crowther scrive per i bambini. Anche piccoli per di più. E a loro racconta tutto ciò che, di solito, cerchiamo di tenere lontano: la paura, di quello che c’è fuori o dentro di sè, l’assenza e la morte. Li teniamo lontani perchè pensiamo che si possano spaventare, che non possano capire, che possano restare turbati. Kitty Crother, però, conosce la profondità dei bambini e le loro risorse. Io e niente racconta di un’assenza che Lilà, la bimba protagonista, trasforma con la sua fantasia e la sua vitalità, in una presenza: quella di un amico immaginario che si chiama Niente. Delicatamente, passo a passo, capiamo che questo vuoto che è dentro e fuori di sè è quello lasciato dalla mamma e da un papà che non ha elaborato il lutto e vive come un fantasma. L’amico Niente accompagna Lilà in una scoperta che farà, letteralmente e metaforicamente, rifiorire il padre. Ma prima anche Lilà dovrà attraversare il vuoto, a modo suo.

Un piccolo libro bellissimo, che riempie l’animo e lo porta sulla lunghezza d’onda dei bambini. Parole e immagini che si depositano lì, all’incrocio tra le paure e quella forza misteriosa e profonda che in loro è vita pura e nei più grandi con gli anni si è ricoperta di polvere.

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